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La prima stupenda recensione di Pyramisia!

“Finalmente oggi vi posso recensire un romanzo che ho atteso con disperazione, come l’acqua nel deserto… e sono infine riuscita a dissetarmi con le parole di questo straordinario autore italiano che risponde al nome di Dean Lucas. Il tormento maggiore è che ora che ho finito il secondo libro della sua trilogia, so che dovrò morire di una sete di conoscenza ancora peggiore per chissà quanto tempo…”

Clikka sul banner qui sotto per leggere l’intera recensione!

 

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La bella recensione di I Miei Sogni Tra Le pagine

Blog e siti sempre più grandi parlano di Aegy! Oggi è il turno di I Miei Sogni Tra Le pagine, ecco QUI il loro commento!

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Oggi vi propongo un viaggio nell’antico Egitto, dove, grazie a Dean Lucas, potremo gustarci un’avventura epica veramente memorabile.
Con un inizio piuttosto criptico, Aegyptiaca non si pone certo tra i libri di più facile lettura nelle prime pagine. Fortunatamente è stata un’impressione veramente fugace, in breve tempo il romanzo si arricchisce di particolari, intrecci e personaggi, fino a formare una vera e propria epopea, che, per certi versi, mi ha ricordato la celebre opera di Waltari. Non voglio creare parallelismi che potrebbero trarre in inganno. Vi anticipo solo che, come in Sinhue l’egiziano, anche i protagonisti di Lucas viaggeranno per buona parte del Mediterraneo.
Otterremo quindi uno spaccato sorprendentemente gustoso e ben articolato dei più bei posti in cui sia possibile ambientare un romanzo: Egitto, Grecia, Mesopotamia… Che faranno da sfondo ad un’azione serrata ed incalzante, un vero e proprio viaggio volto non solo a creare un esercito per sconfiggere Anubi, ma anche alla scoperta della vera identità celata sotto le sembianze più comuni dei personaggi.
“La visione ti ha mostrato le piramidi sulla piana di Giza. Conosco bene il delta del Nilo, e le vicine coste della Cirenaica a occidente, e della Cilicia ad oriente. Si racconta che la signora di quelle terre sia una potente dea (…) La Sfinge è in grado di leggere le parole sul tuo corpo e di svelarne il significato. E’ lì che troveremo la nostra salvezza” “Oppure il nostro destino”
Eh sì, perché Dean Lucas, con molta fantasia, mischia per bene le carte e propone un racconto basato sulla sovrapposizione di Genesi, racconti mitologici, pantheon egizio, greco e quant’altro. Spesso troverete questi accenni sparsi ad arte, qui e là nella storia, in modo tale che ne derivi comunque una trama, sì fantastica, ma logica e ben strutturata. I personaggi non sono da meno e vengono assortiti come ci si aspetterebbe in una Compagnia di cercatori. Abbiamo la Dea in sembianze animali e umane (anche se, a volte, la sua indole capricciosa decide di cambiale un po’), il guerriero, l’oracolo (che racchiude in sé virtù magiche), il ragazzo convinto delle sue umili origini (ma il futuro nasconderà qualche sorpresa), il nano (“cuscinetto” che smorza i toni e fa sorridere).
Dean Lucas crea una miscela del meglio del romanzo epico. Amori, risentimenti, separazioni, guerre e ribellioni, il tutto circondato dallo sfarzo delle grandi civiltà passate.
Questo è il primo volume di una trilogia, purtroppo non ho ancora scoperto molto sul seguito. Quindi vi prometto da subito che rimedierò con un’intervista all’autore, in modo da potervi dire di più in proposito. Per il momento non posso fare altro che consigliarvi la lettura di questo libro sorprendente, soprattutto considerando che si tratta del primo vero e proprio romanzo di Lucas.
Una saga epica, in cui si scontrano, ovviamente all’ultimo sangue, umani e semidei ed in cui le divinità intervengono in extremis, per ribaltare gli equilibri creatisi fino a quel momento. Un libro adattissimo a chi piacciono i racconti epici ambientati nelle terre delle grandi civiltà mediterranee e le storie fantasy in cui si racconta l’eterna lotta tra bene e male.
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Ancora una recensione col massimo dei voti!

In questo primo libro, ci sono davvero molti personaggi che incontriamo e che impariamo a collocare, anche se i principali sono quelli di cui abbiamo parlato; tutto è attraversato da un’atmosfera “magica”, mistica, sovrannaturale, affascinante perché ci fa tornare indietro di millenni, a personaggi davvero lontanissimi da noi, che – come ho detto all’inizio – affondano le loro radici nella Genesi biblica, alla creazione della prima coppia umana, al loro appropriarsi indebitamente della conoscenza del bene e del male. 

È un libro in cui ci sono davvero tutti gli ingredienti per farne prima ancora che un fantasy, un racconto di gesta epiche (mi son ritrovata speso a pensare a poemi come l’Iliade), di guerra e di battaglie, di amori, tradimenti, sangue, gelosie tra fratelli, visioni divine, profetiche, rapporti tra l’uomo e il divino, quest’ultimo inaccessibile da una parte ma dall’altra a volte così vicino alla sfera terrena da confondersi con essa, per quanto riguarda l’ambito dei sentimenti, dei desideri di vendetta e rivalsa. 

Aegyptiaca non sembra affatto l’opera di uno scrittore esordiente, tutt’altro.

E’ scritta con un linguaggio accuratissimo, assolutamente idoneo al contesto e ai fatti narrati, solenne ma senza per questo mai essere pesante, anzi scorrevole proprio perché preciso e con uso sapiente dei termini adoperati, che afferiscono alla civiltà antica. 

I personaggi principali sono ben tratteggiati, impariamo a conoscerne l’anima, i pensieri, le paure ed è facile “affezionarsi” e partecipare alle loro avventure, alle loro sofferenze come alle loro piccole vittorie

Ognuno di essi ha il suo spazio, le sue “piccole” prove di coraggio da superare, raccontate con molta vivacità, dinamismo, con attenzione ai dettagli, tanto da sembrare di essere con loro mentre combattono con i propri acerrimi nemici, contro i malvagi. 

La stessa divina Sfinge ci appare spesso come una semplice donna, consapevole sì della propria natura ma anche desiderosa di vivere intensamente quelle emozioni forti e travolgenti che, nel bene e nel male, fanno degli esseri umani degli esseri vivi, forse un po’ volubili e sciocchi, ma in un certo qual modo privilegiati più degli dèi stessi, in quanto almeno gli umani possono vivere fino in fondo tutta una gamma di emozioni, anche le “peggiori”, che danno un significato particolare ed unico alla loro vita, che le divinità, nella loro imperturbabilità, non potranno mai sentire davvero. 

Nonostante questa differenza tra uomo e dèi, questi ultimi ci appaiono comunque – come accennavo sopra –  degli essere capricciosi, testardi, avidi di potere, violenti e contro di essi i nostri eroi avranno del filo da torcere. 

Cosa ne sarà della dolce Deplhi, destinata ad essere la “Stele dei sogni”, colei che, senza che l’abbia scelto, nasconde sul proprio corpo terribili profezie? Riuscirà ad essere felice amando ed essendo riamata dal suo coraggioso guerriero Sargon? 

Tary e Gavri’el si ricongiungeranno e si ritroveranno innamorati, dopo aver vissuto le esperienze più drammatiche e a volte anche brutali, che mai avrebbero creduto di dover affrontare? 

Aegyptiaca è un libro che mi ha piacevolmente stupita perché scritto in modo magistrale, non riesco a trovarvi neanche un difetto; la sua lettura mi ha incantata e rapita, l’Autore è stato bravissimo nel riuscire a trasmetterci con vividezza ogni scena, ogni parola, ogni emozione, lasciandoci immergere nella drammaticità di certe situazioni, nella dolcezza commovente di altre, nella simpatia e nell’ironia di altre ancora (mirabile il personaggio del nano Babu, intelligente, a modo suo saggio, buffo e con una gran fame), il tutto in un crescendo di tensione narrativa che mette il lettore in condizione di continuare la lettura con sempre più interesse, per risolvere, insieme ai suoi eroi, nuovi “oracoli”, nuove profezie, nuove battaglie, affinchè ancora una volta l’uomo possa dimostrare alle divinità capricciose il suo coraggio e il suo desiderio di agire prendendo in mano il proprio destino e andando incontro ad esso senza paura (o quanto meno vincendola…!). 

Bellissimo, consigliato assolutamente. 

 
5/5
Recensione completa QUI
Ringrazio l’Autore, Dean Lucas, per avermi dato la possibilità di leggerlo e resto in trepidante attesa del seguito!!

Ancora una bella recensione: Il Profumo dei Libri

Il mio pensiero:
Quando l’autore mi ha proposto di leggere il suo libro, sono rimasta prima di tutto colpita dalla copertina molto molto bella e poi la trama ha fatto il resto. Il mondo egizio mi è sempre interessato e ho passato un periodo della mia vita, quando ero piccola, a cercare e raccogliere materiale su questo antico mondo e su questa civiltà così ricca di storia e di miti e leggende.
Il libro Aegyptiaca mi sembrava un buon modo per tornare a buttarmi in questa civiltà che tanto ho amato e ancora amo e che tanto mi affascina.
Il libro racconta, in breve, la storia della Sfinge, dell’Araldo, di Delphi, di Tary, di Sargon, di Merenhor e di Matunde, con le incursioni meravigliose e simpatiche del nano Babu. Loro intraprendono un viaggio contro Helel, Anubi e anche Seth, per cercare di salvare la civiltà umana dagli dèi cattivi che si approfittano degli uomini, che li usano e li manipolano come vogliono. Il viaggio sarà lungo e pieno di insidie, i nostri protagonisti dovranno affrontare una marea di problemi e di dolore, ma saranno coraggiosi, uniti, troveranno l’amore profondo e inoltre intraprenderanno un viaggio interiore che li porterà a capirsi e conoscersi meglio, a cambiare e crescere.
Inutile dire che trovo molto difficile cercare di riassumervi la trama (infatti credo di aver fatto un piccolo
disastro qui sopra), è impossibile riportare tutto in poche righe, come sapete non amo molto dilungarmi nella trama dei libri, dunque dovrete accontentarvi… spero riuscirò ad attirare comunque la vostra attenzione con i miei pensieri e le mie riflessioni.
Dean Lucas ha creato un romanzo complesso e ricchissimo di particolari. Ha creato personaggi indimenticabili e molto profondi, ambientazioni dettagliate e scene ben strutturate.
Avrete ormai capito che questo mattoncino (come lo ha chiamato anche l’autore), sono quasi 500 pagine scritte abbastanza in piccolo, mi è entrato nel cuore… Ci ho messo tanto a leggerlo, ma sono contenta di aver speso il mio tempo per abbandonarmi a questa storia, per entrarci dentro e vivere con i personaggi le loro vicessitudini.
Sono rimasta ammaliata dallo stile dell’autore, fluido ma particolareggiato, semplice e allo stesso tempo ricercato; lascia il giusto spazio alle scene di azione e battaglia, ma anche alle scene piene di sentimento e riflessive. I suoi personaggi crescono e cambiano con il proseguire delle pagine e per il lettore è un’esperienza molto intensa e ricca. La storia inizia a scorrere nelle vene e prende il ritmo del nostro respiro, segue il martellare del nostro cuore e sembra entrare a far parte di noi; come noi ci sentiamo parte della storia, sentiamo il bisogno di esultare quando i protagonisti riescono ad ottenere ciò che vogliono, ci sentiamo perduti e tristi quando i protagonisiti devono affrontare momenti di agonia e di dolore fortissimo… insomma sembra di vivere in simbiosi con loro e credo sia raro trovare una storia in grado di vivere così intensamente dentro al lettore.
E’ un bellissimo viaggio all’indietro nel tempo, nello sfarzoso ed enigmatico mondo egizio, che appassiona fino al midollo, che tiene incollati alle pagine e ci cattura per non lasciarci più fino alla fine.
C’è un però. Ho trovato alcune descrizioni un po’ troppo prolisse, alcuni dettagli anche ripetuti (per esempio in alcune scene di azione, credo si poteva fare a meno di sapere ogni minima mossa del piede o della mano del personaggio coinvolto), troppe righe dedicate a particolari che non sono della massima importanza, e che se fossero state tolte non avrebbero causato danni al libro. Io sono una che ama le descrizioni, ma ci sono alcune volte che mi annoiano quando sono troppo lunghe e estremamente dettagliate. Leggere un libro è splendido perché ci buttiamo la nostra immaginazione, ma quando è tutto scritto nei minimi dettagli credo che un pizzico di magia venga persa. Questo è l’unico difetto che ho trovato in questo libro, altrimenti perfetto.
Faccio tantissimi complimenti a Dean Lucas per aver creato una storia così appassionante e coinvolgente, per aver creato personaggi profondi e accattivanti, per aver strutturato il libro in modo che il lettore potesse seguire la storia in modo fluido e senza intoppi.
Sono molto curiosa di poter leggere altri libri di questo autore e non mi dispiacerebbe poter continuare a leggere le vicende degli stessi personaggi di Aegyptiaca.
Un romanzo che consiglio a chi non ha paura di trovarsi di fronte un libro di molte pagine e che non è infastidito dalle descrizioni lunghissime, a chi ama le storie di azione ma anche di sentimenti, a chi adora il modo egizio e i miti che lo accompagnano nella storia.
Il mio voto per questo libro: (BELLO!)

Ancora una bellissima recensione: Isola di Illyon

 

373117_100959656673761_1805863425_qAegyptiaca – I Prescelti degli dei, è il primo libro di Dean Lucas appartenente ad una trilogia, e devo dire che fin dal momento in cui ho letto il titolo ho come avvertito la sensazione che sarei rimasta colpita dal suo racconto. Sarà che le storie dell’Antico Egitto e delle divinità mi hanno sempre affascinata, ma c’è stato un trasporto diverso, nonostante le 550 pagine inizialmente mi abbiano un po’ intimorita. Il libro lascia che il lettore venga rapito dal racconto, dalle descrizioni dei paesaggi e delle persone che vi si avvicendano e, ad ogni frase, ad ogni fine pagina, si brama il continuo, ed in poche ore io ero già alla fine

La storia è un ricorrente avvicendarsi di personaggi, uno diverso dall’altro ma uniti da uno stesso destino, un destino che li porterà ad incontrarsi man mano, ad amarsi, odiarsi, ritrovarsi, pur mantenendo la propria integrità. È un agglomerato di azione, avventura, emozioni che lasciano senza respiro, dalla descrizione dei grafemi sul corpo di Delphi a quello della bellezza smisurata della Sfinge, alla sua trasformazione in leonessa, alla dichiarazione d’amore di Gavri’el a Tary, tutto minuziosamente descritto in modo da permettere al lettore di immaginarlo in ogni dettaglio.

Ciascun personaggio colpisce nel profondo, ci si affeziona a tutti, uno ad uno assumono un’importanza tale che porta il lettore ad emozionarsi tutte le volte che vengono coinvolti in battaglie o sono prossimi alla disfatta. Passo dopo passo prendono sempre più vita svariate emozioni che si alternano: ci si trova a tenere le dita incrociate quando Gavri’el impugna il bastone di Adamo, ad imprecare quando Anubi combatte contro la Sfinge o a commuoversi quando una vita viene spezzata. La battaglia all’interno della Pentapoli quando Gavri’el riesce a “percepire” la sua vera essenza ed il suo destino affrontando Seth, è qualcosa di epico esattamente come quella finale, che lascia tutto aperto per un nuovo libro. È talmente coinvolgente che non mi stupirebbe affatto se una rappresentazione cinematografica prendesse come modello proprio la trilogia di Lucas, e io sarei sicuramente tra le prime file a gustarmela, immaginando nel frattempo già le location, gli attori scelti e la sceneggiatura completa. Tra le cose che ho amato in modo particolare, c’èla storia d’amore tra Gavri’el e Tary, un amore impossibile agli occhi di tutti, essendo lui, almeno apparentemente, figlio di poveri contadini e lei invece una principessa discendente degli hyksos. Un amore che cresce pian piano, tra schermaglie ed orgoglio di Tary che, timorosa, cercherà di non mostrare i suoi sentimenti e la dolcezza con la quale lui, invece, continuamente sarà al suo fianco, pur contrastandola.

Non mi importa se mi ami oppure no, se vivrò o morirò, nel regno dei vivi o in quello dei morti, io amerò per sempre solo e soltanto te.

Questa la dichiarazione alla donna della sua vita, all’unica donna che desidera, pur sapendo di non avere il diritto di amarla. Non c’è capitolo che mi ha colpito più degli altri semplicemente perché li ho trovati tutti stimolanti e coinvolgenti, e se continuassi nella recensione finirei con lo svelare tutti i particolari e le storie che si intrecciano, per cui mi fermo qui lasciando a voi la curiosità di leggerlo e di lasciarvi travolgere esattamente come ha travolto me. Vi sottolineo solo una frase che, nonostante faccia parte di un libro, o di un particolare momento del passato e di tradizioni antiche, fa sempre riflettere :

Il dolore e l’amore sono la stessa cosa.  Non esiste uno senza l’altro.  Non esiste luce senza tenebre, non c’è vita senza morte, non c’è redenzione senza peccato… Devi solo prendere la tua decisione.

Buona lettura miei cari isolani, trovate tutte le info sul libro sul sito ufficiale dell’autorewww.deanlucas.com!

-Maria Carotenuto-

Recensione completa QUI

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Ancora una fantastica recensione su Aegy da un blog!

  • I Libri Sono Un Antidoto Alla Tristezza Blogspot.it

Tutto inizia con Delphi. Era solo una bambina quandouna forza potententissima ha inciso sul suo corpo i simboli degli Dei. Da quel momento la ragazzina è diventata la Stele dei Sogni: sul suo corpo è possibile leggere il futuro degli uomini. Costretta alla prigionia, un giorno conosce Sargon, un valoroso guerriero che si innamora di lei e che l’aiuta finalmente a fuggire. Insieme i due raggiungono Giza durante i festeggiamenti dedicati alla Sfinge, la potente dea che difende la città. Proprio qui il destino di Delphi e Sargon si incrocia a quello di un’altra coppia, Gavri’el e Tary, appartenenenti a due caste molto diverse ma segretamente innamorati l’uno dell’altro.
Sarà solo l’inizio di un’incredibile avventura che vi terrà pagina dopo pagina col fiato sospeso!
 Appena ho terminato di leggere questo libro c’è stato un solo pensiero che ha attraversato la mia mente:
Ma com’è possibile che un libro dannatamente figo come questo non sia famoso in tutto il mondo e magari anche su qualche altro pianeta?
Non ho ancora trovato una risposta, ma nel frattempo l’unica cosa che posso fare è parlarvene e consigliarvelo con tutto il cuore. Sì perchè questo libro, a discapito delle apparenze, non è il solito fantasy americano. Lo scrittore è italianissimo e il libro è stato pubblicato da una piccola casa editrice indipendente che da una quindicina di anni si occupa principalmente di fantasy. La copertina, assolutamente magnifica, incanta fin dal primo sguardo  e sicuramente non sfigurerebbe in libreria accanto ai titoli delle case editrici più famose.
Ma passiamo al contenuto! Sebbene la trama sia incredibilmente complessa, ricca di eventi, di personaggi e di punti di vista diversi le pagine scivolano via veloci e senza un attimo di noia. La storia prende forma piano piano, crescendo nell’intensità e nelle emozioni, come un ruscello che si trasforma infine in una cascata. I personaggi sono molti, ma se all’inizio è difficile ricordarli tutti e seguire i loro punti di vista e le loro avventure, basta poco tempo per creare con loro un legame perchè sono ben costruiti e caratterizzati, sono personaggi a tutto tondo. Bastano poche pagine a far sì che non siano più solo una moltitudine di nomi, ma amici.
Il mio personaggio preferito è definitivamente Delphi, una ragazza così giovane ma già così coraggiosa e saggia. Il suo destino non è quello di sposarsi e diventare mamma, come tante altre donne, il suo è un destino tragico, legato in modo indissolubile a quello della salvezza del mondo. Il suo nome vi dice niente? L’oracolo di Delphi (o Delfi) era l’oracolo più importante dell’antica Grecia! Un altro bel personaggio è Sargon. All’inizio sappiamo pochissimo di lui: è il classico guerriero errante, cupo e tenebroso con un passato oscuro avvolto nel mistero, coraggioso, pronto a tutto pur di proteggere la sua innamorata, ma per quanto possa fuggire sarà il suo passato alla fine a trovarlo. La verità sulle sue origini viene svelata in una parentesi in cui viene raccontata la sua storia e devo dire che è stato uno dei miei momenti preferiti.
Delphi e Sargon però non sono gli unici paladini dell’amore impossibile di cui facciamo la conoscenza, ci sono anche Gavri’el e Tary: il primo è solo un umile contadino,o almeno pensa di esserlo all’inizio, mentre la seconda è una principessa. Nonostante questo si amano profondamente, tanto da aver paura di ammetterlo. Sono molto teneri in realtà, mostrano all’altro solo quello che vogliono mostrare, ma noi abbiamo la possibilità di seguire il punto di vista di entrambi e di scoprire i loro veri sentimenti. Finiamo così per fare il tifo per loro: due giovani belli ed innamorati divisi da una diversa casta sociale, un clichè che ricorre in moltissime storie d’amore e che non sempre porta ad un lieto fine. Il loro amore non nasce certo sotto una buona stella, tanto che vengono divisi anche da un destino avverso che li porta lontani uno dall’altro, ma nonostante questo sono la prova che l’amore è la forza più grande di tutte. Per amore si è pronti ad affrontare ogni pericolo, a sopportare ogni tortura, a sconfiggere il nemico più potente.
Non dimentichiamo infine la potente Sfinge. Lo ammetto, lei non è certo un personaggio che attira la nostra simpatia, almeno all’inizio. E’ arrogante e presuntuosa, vanitosa e irrascibile, ma è anche incredibilmente potente e nessuno osa contraddirla. Dietro a questo suo carattere difficile si nasconde però una donna coraggiosa e allo stesso tempo fragile, che ha avuto una vita difficile e un passato molto oscuro, che ha dovuto fuggire dal padre e allontanarsi dalla famiglia. Pagina dopo pagina la Sfinge diventa sempre più umana, altruista e generosa, a volte perfino simpatica. Il suo è un percorso di cambiamento molto radicale, di presa di coscienza di sè e della sua umanità, durante il quale impara a mettere se stessa in seconda piano e a sacrificarsi per gli altri.
Sono ancora molti i personaggi che appaiono, ma non vi dico altro, per non rovinarvi la sorpresa. Come in ogni storia però c’è un cattivo, e che storia ambientata nell’antico Egitto sarebbe senza Anubi? E’ proprio lui l’antagonista con cui i nostri eroi devono avere a che fare. Il dio, che nasconde il viso sfigurato dietro ad una maschera, si rivela fin da subito un personaggio crudele, assetato di potere e di vendetta, privo di pietà e di qualsiasi buon sentimento. E’ il cattivo perfetto, ma i nostri protagonisti ancora non sanno che non è lui il loro unico avversario.
La trama è costruita in modo magistrale e alla fine completa un grande puzzle in cui ogni pezzo si incastra perfettamente. Non manca nulla: ci sono battaglie incredibili, armi antiche e letali, magia, trasformazioni, profezie, trappole, viaggi in terre lontane, terribili e antiche creature. In tutto questo riuscirà a ritagliarsi uno spazio anche l’amore dando quel tocco di romanticismo che non può mancare. L’autore è stato capace di trasmettere moltissime emozioni e perfino di commuovere, tirando i fili dei suoi personaggi fino a che ognuno di loro non si è trovato al posto giusto.
Il libro si conclude lasciandoci in parte soddisfatti, con un finale che risolve buona parte dei nostri dubbi, ma senza dimenticare una buona dose di suspense: la storia non è finita.
Mi sono innamorata di questo libro e dei suoi personaggi e non vedo l’ora di leggerne il seguito! Ve lo consiglio di cuore. Non importa quali siano i vostri generi preferiti, questo libro vi piacerà, senza se e senza ma, fidatevi di me!
 
                                        Valutazione: ♥♥♥♥♥ Imperdibile!

Leggete qui la recensione completa

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Stupenda recensione su testata giornalistica web

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Un’imperdibile avventura.

Aegyptiaca è un libro dalla copertina accattivante, corposo, ben scritto e dalla trama originale e avvincente. Descrive un mondo che è nuovo ma familiare al tempo stesso, quello dell’Antico Egitto, con le sue divinità e le sue leggende, lo stesso che abbiamo imparato a conoscere tra i banchi di scuola e di cui abbiamo dei ricordi magari lontani. Tra queste pagine questi ricordi riaffiorano, ma vengono amalgamati ad elementi epici in modo diverso e originale.

Ci troviamo dunque in una terra lontana, in un’epoca in cui gli dei governano il mondo e camminano tra le genti. Una profezia è in procinto di avverarsi e, anche se sono in pochi ad esserne consapevoli, gli ingranaggi del destino sono già in moto perché questo avvenga: sul corpo di una ragazzina è stato inciso il futuro, un dio sta bramando vendetta, una madre ha celato la nascita del proprio figlio perché potesse sfuggire ai disegni del padre, un Re ha lasciato il proprio regno in mano ai nemici e ha vagato senza meta, un antico esercito è stato resuscitato…

Il piacere della lettura si presenta subito nelle descrizioni vibranti, nei colori e nei profumi che pervadono l’aria. La storia, pur fantastica, è ambientata in un mondo reale, concreto, che prende vita sin dall’inizio con descrizioni accurate, parole precise e ben scelte, un’ottima cura stilistica e un ritmo che mantiene continuamente desta l’attenzione. I frequenti cambi di prospettiva vengono utilizzati per sviluppare non solo l’intreccio, ma anche i profili dei personaggi. Il tutto, condito da una trama avvolgente e mai scontata, restituisce un romanzo che di per sé diventa un’avventura imperdibile.

Al piacere della lettura si accompagna poi, gradualmente, un moto di affetto. Gavri’el, Delphi, Babu, Tary, Merenhor, Sargon, Matunde e la Sfinge sono i personaggi principali che si imparano a conoscere lungo il cammino. Diventano compagni di viaggio coi loro difetti, le loro paure e gioie, le loro speranze e i loro dolori, e in questo loro essere fallibili e umani ritroviamo una parte di noi – persino nella Sfinge, a dispetto del fatto che lei sia la Figlia del Cielo e il Suo corpo sia il più sacro dei luoghi.

A tutto questo si unisce infine la curiosità: si ha voglia di proseguire, di rimanere ancora immersi in questa dimensione fantastica e luminosa. Così si torna alla domanda iniziale: “È previsto un seguito?”. La risposta è Pyramisia, il secondo capitolo della saga che, a quanto afferma lo stesso Lucas, sta già prendendo vita.

Recensione completa: QUI

 


Recensione su Amazon

5.0 su 5 stelle Un buon fantasy italiano, 4 giugno 2013

La prima cosa che mi ha colpito è che il libro è suddiviso in tre parti, come se fossero tre libri, con gli ultimi capitoli di ogni parte che diventano sempre più coinvolgenti e adrenalinici, in un crescendo apprezzabile come effetto. La trama è piuttosto originale e lo stile è quasi sempre scorrevole. I personaggi appaiono tutti nella prima parte e sono molti, tanto da poter confondere un po’ il lettore all’inizio. Alcuni sono ben caratterizzati, specie il nano Babu e la Sfinge che difficilmente vi deluderanno. Il finale lascia il giusto spazio al seguito della saga, ma conclude la trama principale e questo è un altro punto a favore, insieme al fatto che una volta letti i primi capitoli è difficile staccarsi dal mondo di Aegyptiaca, tanto da desiderare che le pagine fossero ancora di più. Considerato che è l’opera di un esordiente, il seguito fa ben sperare. Il mio voto complessivo è di quattro stelle e mezzo, consigliato quindi a chi ama come me il fantasy.


Recensione su IBS

Oggi vi segnalo un’altra entusiasmante recensione su IBS!

Link

Ecco finalmente una mia recensione del romanzo di Dean Lucas AEGYPTIACA-I PRESCELTI DEGLI DEI. E’ un bel libro, un libro che coinvolge ed appassiona, c’è un pò di tutto: avventura, azione, magia, sentimento, battaglie epiche… Quest’ultime non possono certo mancare, altrimenti che fantasy è? Bella soprattutto la battaglia contro Seth, un gigantesco demone con 7 teste che governa le 5 maledette città della Pentapoli; son circa 30 pagine adrenaliniche che non deluderanno chi cerca battaglie contro creature mostruose di grande potenza. E, poi, bello il duello finale tra Anubi e la Sfinge, un vero e proprio corpo a corpo.

Anubi è il cattivo numero uno della vicenda, che agisce per sottomettere il mondo, ma in realtà è spinto da scopi ben più personali, ovvero il suo amore morboso e ossessivo per la Sfinge. La Sfinge, invece, è una creatura bellissima, in grado sia di assumere le sembianze di una donna da una bellezza così surreale ed ultraterrena che ogni uomo non può non cadere ai suoi piedi pur di ottenere il privilegio di averla tutta per sè ( un privilegio che la Sfinge consente a pochi), sia di assumere sembianze di una leonessa. Inoltre, è anche una grande combattente, capace di falciare ogni nemico le capiti a tiro. Ma, come si scoprirà nel vivo della vicenda, è molto di più… Lascio a voi altri lettori il piacere di scoprirlo.

Appassionante la storia d’amore tra Gavri’el e Tary, divertente il personaggio di Babu, un nano ladro tanto saggio quanto simpatico, le cui frequenti battute spesso alleggeriscono i toni tragici e drammatici del romanzo. Una cosa mi è piaciuta in particolare di Babu: la sua “tattica” nel bel mezzo della battaglia finale di Giza, ahah, che ridere!!! A mio avviso è il personaggio più riuscito in assoluto.

La vicenda è molto bella, anche se a tratti disorienta un pò, dato che riferendosi molto alla Bibbia, non ne rispetta le vicende, anzi, direi che è un vero e proprio Vangelo secondo Dean. Altro bell’aspetto del libro è il percepire tutto ciò che di antico c’era in questo mondo, con un sapore epico e poetico che solo un’epoca antica come l’Antico Egitto può regalare. Lo stile e la trama sono molto maturi, che non sembrano l’opera di un esordiente, anzi, sono sicuro che Dean arriverà molto lontano nella sua carriera di scrittore. Voto da 1 a 10: 10/10.   (Kirtash Martine)

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Recensione su IBS

Oggi vi segnalo la recensione di una divoratrice di fantasy dal palato piuttosto fine e molto seguita sul web:


“Un esordio da tenere d’occhio nel panorama fantasy: una storia originale, trama ‘classica’ ben rivisitata, ambientazioni affascinanti e personaggi caratteristici. Non è esente da difetti, ma risulta una lettura coinvolgente, emozionante, a tratti toccante, le pagine volano via piacevolmente tanto da desiderare che fossero di più. Lo stile è semplice e lineare, adatto a tutti i palati, scorrevole. Per quanto riguarda i contenuti, un plauso per l’idea portante di tutta la narrazione, una ventata d’aria fresca nell’immaginario fantastico”

Leggila tutta QUI

Lucas Dean – Aegyptiaca. I prescelti degli dei

Aegyptiaca. I prescelti degli dei Titolo Aegyptiaca. I prescelti degli dei
Autore Lucas Dean
Prezzo
Sconto 15%
€ 8,33
(Prezzo di copertina € 9,80 Risparmio € 1,47)
Dati 2013, 480 p., brossura
Editore Mamma
Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi

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Per saperne di più

Bellissima intervista!

Volete sapere qualcosa di più su Dean Lucas? Volete sapere qualcosa di più sul mondo di Aegy? Volete sapere qualcosa di più sui personaggi o sul seguito della saga?

Questa è l’intervista che fa per voi!

Leggi l’intervista

intervista


La fantastica recensione del sito I Libri di Lo

Probabilmente si scrive sognando un giorno di leggere recensioni come questa…

Leggi qui la recensione completa.

“Mi è già capitato di incontrare personaggi che restano nel cuore, ma mai mi era successo di trovarne così tanti in un unico romanzo. Tutti i protagonisti riescono a toccare l’anima di chi legge, ma persino alcuni personaggi con parti meno importanti hanno lasciato il segno del loro passaggio nel bene o nel male.

La Dea, la Sfinge di Giza, questa immortale bellissima e superiore ad ogni altro essere vivente è una delle creazioni migliori di cui abbia letto.

 E vogliamo parlare della storia?

Originale e incredibilmente complessa: coinvolge tantissimi personaggi le cui vicende e destini si intrecciano e si ingarbugliano, e ogni passo avanti svelerà qualcosa di nuovo che contribuirà a incasinare (si può dire?!?) il tutto. Un impero di complessità che parte addirittura dalle origini, da Adamo ed Eva, per arrivare fino al “presente” della narrazione!

Vi sto spaventando? Fidatevi, non ce n’è bisogno perché io non ho avuto nessun problema a mettere insieme i tasselli, quasi come fare un puzzle con i pezzi numerati!

Ma non è certo la facilità con cui ci si orienta in questo labirinto di informazioni ed eventi presenti e passati a rendere questa storia straordinaria, bensì il modo in cui riesce a legare al sé il lettore: non riuscivo mai a decidermi a smettere di leggere perché volevo sapere di più! “Tornare” dall’Egitto creato da Dean Lucas era ogni pagina più difficile.

Ci sono tantissimi sentimenti che emergono nella narrazione dai più nobili (amore, sacrificio, altruismo) ai più gretti (odio, crudeltà, sadismo, egoismo, avidità ) e sono tutti rappresentati egregiamente.

I richiami agli usi e alle credenze dell’antico Egitto e le ambientazioni danno vita ad uno scenario davvero bello: un quadro dai colori e dagli odori vividi, come un viaggio nel tempo.

PER QUANTO CHI TI AMA CERCHI DI PROTEGGERTI DALLA SOFFERENZA, ESSA FA PARTE DELLA VITA, CUCCIOLO DI UOMO, NON POSSIAMO SFUGGIRLE PER SEMPRE… ORA CHE CONOSCI IL DOLORE, STA A TE ARRENDERTI OPPURE VINCERLO COSA SCEGLI…?

Ma quello che più di tutto mi ha colpita di questo romanzo sono tutte le emozioni che mi ha fatto provare.

A parte il coinvolgimento che è stato praticamente immediato, fin dalle prime pagine ho provato anche sensazioni che non avrei mai creduto di trovare in questo libro: prima tra tutte la commozione, in più di un’occasione e di gradi diversi, dal groppo in gola alla vera lacrimuccia che sfugge inattesa. L’autore è talmente bravo a premere i “tasti” giusti che mi sono commossa persino per la morte di un cammello… ed è stato in quel momento che ho capito di essere davanti ad uno scrittore di grande sensibilità (cosa che mi aspetto magari più facilmente in un’autrice e che, lo ammetto, in questo caso mi ha presa in contropiede). Ma ho provato anche rabbia, sconforto, esaltazione, voglia di sorridere.

C’è una scena che precede una battaglia talmente intensa da avermi fatto venire una pelle d’oca assurda, come mi capita solo quando vedo Il signore degli anelli. Non è un caso che citi il capolavoro di Tolkien, perché qualcosa nella struttura diAegyptiaca me lo ha ricordato ed è un altro punto a suo favore.

Come avrete notato, non vi ho raccontato nulla della trama, ma sarebbe davvero impossibile evitare gli spoiler e poi trovo che sia giusto lasciarvi affascinare pagina dopo pagina come è successo a me, perché Aegyptiaca è troppe cose per farne un riassunto: è una storia d’amore, ma non solo! Una storia di conquista, ma anche una storia di perdita e di sacrificio! È una storia sull’ineluttabilità del destino, una storia di riscatto e una storia di vendetta. È una storia fatta di tante storie, una più bella dell’altra.

NON MI IMPORTA SE MI AMI OPPURE NO, SE VIVRÒ O MORIRÒ. NEL REGNO DEI VIVI O IN QUELLO DEI MORTI, IO AMERÒ PER SEMPRE SOLO E SOLTANTO TE.

Certo, a questo punto non ho bisogno di dirvi che sono entusiasta di questo romanzo! Anzi mi auguro nel mio entusiasmo di non aver scritto in maniera troppo confusa… più scrivo, più mi rendo conto che potrei scriverne un poema senza difficoltà!

Ma in realtà quello che voglio è solo darvi un consiglio: lasciatevi tentare senza timore da questa epopea e tufatevi in questo Egitto permeato di magia e di mostri, dove tutto può accadere.

Questo libro è una lettura per chiunque, non riesco ad indirizzarlo solo ad alcuni, perché sono certa che ogni lettore ci troverà qualcosa in grado di emozionarlo.

Da parte mia non posso che attendere il seguito e per una volta sono davvero contenta che ce ne sia uno, anche se temo che non ritroverò tutti i personaggi a cui mi sono affezionata, ma sicuramente ce ne saranno altri, altrettanto affascinanti (uno di essi fa solo brevi comparse in questo primo volume, ma nell’epilogo si scopre che il passato che si porta sulle spalle è enorme, così come il futuro che lo attende… ovviamente non vi rivelerò mai il suo nome XD).

A questo punto mi auguro solo di avervi un po’ contagiato con la mia euforia e non mi resta che salutarvi.”

LO


Fantasy Magazine parla di Aegy!!!

E’ per me un grande onore vedere che la rivista di fantasy più popolare in Italia, tra articoli sul grande cinema e recensioni di best seller internazionali, ha dedicato il suo spazio anche ad Aegy!

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Aegy è presente anche su QLibri

Da oggi Aegy è presente anche nel catalogo di QLibri!

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Parlano di noi: il Flauto di Pan

Aegyptiaca continua a destare interesse e curiosità su internet, questa volta consigliamo il blog Il Flauto di Pan di Miriam e Sara. All’interno dell’articolo troverete due estratti inediti!

Articolo

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Prima recensione su IBS!!!

 LINK alla Recensione

I vostri commenti
Wilburina (23-03-2013)

Che sorpresa! Fin dalle prime pagine ho trovato le atmosfere tipiche del ciclo egizio di Wilbur Smith (che adoro) in un mondo più fantastico, dove i Figli dell’Uomo sono sottomessi ai Figli del Cielo. Il libro fa il suo salto di qualità dopo la battaglia di Giza, da quel momento mi ha tenuta incollata alle pagine e ogni capitolo finisce in un modo che non puoi fare a meno di proseguire! Azione, passioni, avventura, battaglie epiche: c’è di tutto! Bellissimo anche il finale… dopo averlo letto tutto ad un fiato per sapere come andava a finire, conto di rileggerlo con più calma per assaporare meglio ogni singola emozione.

Voto: 5 / 5


Citazione

Recensione Aegyptiaca

Il personaggio di Babu è epico. In tutta la seriosità della situazione, certe sue perle di saggezza fanno scompisciare. Aggiunge il comico che serve per non far cadere l’aria che tira nel soffocante, e con quella sua parlata un po’ grottesca risulta simpatico già alla prima battuta. Complimenti per la trovata!

L’azione è spettacolare. È tanta, continua ma non pedante, ed è presentata in un modo che tiene col fiato sospeso. Cioè, una volta cominciato un capitolo non si può piantare alla fine di un paragrafo perché c’è quella frasetta che mette in forse la voglia di posare il libro. Gli ultimi capitoli sono da bere tutti d’un fiato. Ma – a parer mio – non solo questi.

In particolare, ho trovato molto ad effetto l’entrata in scena di Adamo ed Eva. Un poco per volta, con Eva che per una volta non personifica la tentazione (e, quindi, il male) come invece ci insegnano.
Come dire…dissacri tutto ciò che le suore e gli insegnanti di religione si sono sforzati di farci entrare nella zucca, ma lo dissacri in modo piacevole.

Ancora una volta l’accuratezza nei dettagli mi ha lasciato estasiata, ma quello che mi ha colpito di più sono tutti i riferimenti mitologici e biblici che si trovano lungo il racconto. Sono tanti e non ce n’è uno fuori posto. Quello che mi ha colpito di più è stato il riferimento alla pentapoli. Ammetto che ne conoscevo solo una parte (cioè Sodoma e Gomorra). Adamar proprio non l’avevo mai sentita e, lì per lì, ho pensato che fosse una città ideata a scopo narrativo. Invece no! Sorpresa sorpresa, Adamar è esistita (biblicamente parlando). Tutti punti a tuo favore, complimenti!  (Marta D.R.)


Citazione

Recensione Aegyptiaca

La copertina è tra le più suggestive che abbia mai visto. Il giusto omaggio a una storia che trascina il lettore in un mondo molto lontano nel tempo ma anche appartenente a ogni tempo, dove si incontrano (e si scontrano) passioni, ambizioni, gelosie, paure, la voglia di essere solo se stessi (non quello che vorrebbero altri o il destino) e il coraggio di farcela. A me ha fatto sia ridere che piangere, mi ha tenuto compagnia, mi ha raccontato di paesi e epoche di fantasia senza tradire i contesti reali e mitologici che conosco e a cui si ispirano (Lulù)

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Citazione

Recensione Publishers Morning

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Ci costringe a lottare contro forze occulte, amare e viaggiare con il più irresistibile commando di predestinati (Publishers Morning)

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