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Recensione super su IBS

Brian Enox (16-07-2013)
JK Rowling ha scritto di recente un giallo sotto pseudonimo firmandosi con il nome di Robert Galbraith. Ha venduto 1500 copie, poi quando ha rivelato chi ci fosse dietro quel nom de plum, le copie hanno avuto un’impennata di vendite senza precedenti. Questo tanto per ribadire, sempre che ce ne fosse bisogno, che la vita di un esordiente è davvero complicata, anche quando il prodotto “sfornato” è di alta qualità. Si tratta proprio del caso di Aegyptiaca, un prodotto italiano che farebbe la fortuna di uno sceneggiatore in cerca di un colossal cinematografico da proporre a qualche produttore hollywoodiano. Leggendo questo romanzo si ha davvero l’impressione di guardare un magistrale film in cui epiche battaglie, viaggi ai limiti del possibile, mirabolanti azioni vengono descritte in maniera davvero coinvolgente. I personaggi sono scolpiti a tutto tondo, dipinti con i colori delle loro emozioni, paure, storie, amori? e alla fine si finisce per affezionarsi anche ai più cattivi. La storia è complessa, ma mai noiosa, anzi, spesso verrebbe voglia di saperne di più? di perdersi nei mille rivoli potenziali non tutti percorsi fino in fondo. E’ vero! Aegyptiaca è un fantasy, ma è anche molto di più. Le ricostruzioni storiche dei miti, dei costumi, degli oggetti, dei cibi sono antropologicamente ineccepibili. I riferimenti biblici sono meravigliosamente intriganti, stimolano le conoscenze che ognuno di noi ha dei testi sacri, della storia delle religioni ed evidenziano un po’ di più quanto sia intelligente questa saga in cui ogni circostanza alla fine risulta descritta per un preciso motivo. Da tutto ciò ne deriva un incontenibile desiderio di sapere come andrà a finire. L’attesa per il secondo libro è davvero già molta. A Dean Lucas l’augurio di raccogliere la fortuna che merita ed un sincero grazie per avermi fatto trascorrere qualche ora nel suo universo.
Voto: 5 / 5
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Ancora una bella recensione: Il Profumo dei Libri

Il mio pensiero:
Quando l’autore mi ha proposto di leggere il suo libro, sono rimasta prima di tutto colpita dalla copertina molto molto bella e poi la trama ha fatto il resto. Il mondo egizio mi è sempre interessato e ho passato un periodo della mia vita, quando ero piccola, a cercare e raccogliere materiale su questo antico mondo e su questa civiltà così ricca di storia e di miti e leggende.
Il libro Aegyptiaca mi sembrava un buon modo per tornare a buttarmi in questa civiltà che tanto ho amato e ancora amo e che tanto mi affascina.
Il libro racconta, in breve, la storia della Sfinge, dell’Araldo, di Delphi, di Tary, di Sargon, di Merenhor e di Matunde, con le incursioni meravigliose e simpatiche del nano Babu. Loro intraprendono un viaggio contro Helel, Anubi e anche Seth, per cercare di salvare la civiltà umana dagli dèi cattivi che si approfittano degli uomini, che li usano e li manipolano come vogliono. Il viaggio sarà lungo e pieno di insidie, i nostri protagonisti dovranno affrontare una marea di problemi e di dolore, ma saranno coraggiosi, uniti, troveranno l’amore profondo e inoltre intraprenderanno un viaggio interiore che li porterà a capirsi e conoscersi meglio, a cambiare e crescere.
Inutile dire che trovo molto difficile cercare di riassumervi la trama (infatti credo di aver fatto un piccolo
disastro qui sopra), è impossibile riportare tutto in poche righe, come sapete non amo molto dilungarmi nella trama dei libri, dunque dovrete accontentarvi… spero riuscirò ad attirare comunque la vostra attenzione con i miei pensieri e le mie riflessioni.
Dean Lucas ha creato un romanzo complesso e ricchissimo di particolari. Ha creato personaggi indimenticabili e molto profondi, ambientazioni dettagliate e scene ben strutturate.
Avrete ormai capito che questo mattoncino (come lo ha chiamato anche l’autore), sono quasi 500 pagine scritte abbastanza in piccolo, mi è entrato nel cuore… Ci ho messo tanto a leggerlo, ma sono contenta di aver speso il mio tempo per abbandonarmi a questa storia, per entrarci dentro e vivere con i personaggi le loro vicessitudini.
Sono rimasta ammaliata dallo stile dell’autore, fluido ma particolareggiato, semplice e allo stesso tempo ricercato; lascia il giusto spazio alle scene di azione e battaglia, ma anche alle scene piene di sentimento e riflessive. I suoi personaggi crescono e cambiano con il proseguire delle pagine e per il lettore è un’esperienza molto intensa e ricca. La storia inizia a scorrere nelle vene e prende il ritmo del nostro respiro, segue il martellare del nostro cuore e sembra entrare a far parte di noi; come noi ci sentiamo parte della storia, sentiamo il bisogno di esultare quando i protagonisti riescono ad ottenere ciò che vogliono, ci sentiamo perduti e tristi quando i protagonisiti devono affrontare momenti di agonia e di dolore fortissimo… insomma sembra di vivere in simbiosi con loro e credo sia raro trovare una storia in grado di vivere così intensamente dentro al lettore.
E’ un bellissimo viaggio all’indietro nel tempo, nello sfarzoso ed enigmatico mondo egizio, che appassiona fino al midollo, che tiene incollati alle pagine e ci cattura per non lasciarci più fino alla fine.
C’è un però. Ho trovato alcune descrizioni un po’ troppo prolisse, alcuni dettagli anche ripetuti (per esempio in alcune scene di azione, credo si poteva fare a meno di sapere ogni minima mossa del piede o della mano del personaggio coinvolto), troppe righe dedicate a particolari che non sono della massima importanza, e che se fossero state tolte non avrebbero causato danni al libro. Io sono una che ama le descrizioni, ma ci sono alcune volte che mi annoiano quando sono troppo lunghe e estremamente dettagliate. Leggere un libro è splendido perché ci buttiamo la nostra immaginazione, ma quando è tutto scritto nei minimi dettagli credo che un pizzico di magia venga persa. Questo è l’unico difetto che ho trovato in questo libro, altrimenti perfetto.
Faccio tantissimi complimenti a Dean Lucas per aver creato una storia così appassionante e coinvolgente, per aver creato personaggi profondi e accattivanti, per aver strutturato il libro in modo che il lettore potesse seguire la storia in modo fluido e senza intoppi.
Sono molto curiosa di poter leggere altri libri di questo autore e non mi dispiacerebbe poter continuare a leggere le vicende degli stessi personaggi di Aegyptiaca.
Un romanzo che consiglio a chi non ha paura di trovarsi di fronte un libro di molte pagine e che non è infastidito dalle descrizioni lunghissime, a chi ama le storie di azione ma anche di sentimenti, a chi adora il modo egizio e i miti che lo accompagnano nella storia.
Il mio voto per questo libro: (BELLO!)